Storie di una mamma che cucina al dente - Stories of a mum who cooks al dente

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Risotto ai fiori di zucca

Risotto ai fiori di zucca

Metti un giornata calda, a pranzo con il marito ed ecco il risotto ai fiori di zucca. Ingredienti per due: 300 gr fiori di zucca Un filetto di alice (di buona qualità) un bicchiere di vino bianco secco 1/2 litro acqua bollente circa un cucchiaio […]

Pappardelle al ragù di salsiccia espresse – Express sausage ragù pappardelle

Pappardelle al ragù di salsiccia espresse – Express sausage ragù pappardelle

Hai poco tempo, ma tanta fame? Vuoi riscaldarti con un bel piatto di pasta? Ho la soluzione. Una di quelle ricette  che fa contenti proprio tutti. Ingredienti per tre: 3 salsicce 1 bicchiere di passata di pomodoro 1 spicchio di aglio, 1 foglia di alloro, […]

Stiamo diventando serial expat – we are becoming serial expats

Stiamo diventando serial expat – we are becoming serial expats

Sono cinque anni che vivo in Italia dopo essermi ritrasferita dal Regno Unito. In questi cinque anni mi sono sposata, ho fatto nascere e cresciuto 2 figli, ristrutturato una casa, cercato lavoro. Ho anche cercato di reintegrarmi nel mio paese, in una città che non […]

Mazzancolle su patate viola – Praws over purple potatoes

Mazzancolle su patate viola – Praws over purple potatoes

Questo è un secondo piatto leggero ma sfizioso Dopo le feste, bìne abbiamo un gran bisogno. Ingredienti: 600 gr. di patate viola 1 scalogno, 1 spicchi di aglio 300gr di mazzancolle 3 cucchiai di salsa teriyaki una punta di radice di rafano olio e.v. sale, […]

Zuppa di zucca e spinaci baby – Baby spinach and pumpkin soup

Zuppa di zucca e spinaci baby – Baby spinach and pumpkin soup

Sembra uno scioglilingua…questa è una zuppa super facile e veloce da fare, quindi non avete scuse!!
It sounds like a slicing tongue … this is a super easy soup and it’s fast to do, so you have no excuses!!

Torta salata spinaci e olive-Spinach and olives quiche

Torta salata spinaci e olive-Spinach and olives quiche

Torta salata facile per Capodanno – New year’s eve easy recipe


My Diary

Stiamo diventando serial expat – we are becoming serial expats

Stiamo diventando serial expat – we are becoming serial expats

Sono cinque anni che vivo in Italia dopo essermi ritrasferita dal Regno Unito. In questi cinque anni mi sono sposata, ho fatto nascere e cresciuto 2 figli, ristrutturato una casa, cercato lavoro. Ho anche cercato di reintegrarmi nel mio paese, in una città che non conoscevo.

Quando sono tornata nel 2013, l’ho fatto con il cuore in mano, pronta a ristabilirmi nel mio paese per restarci, per contribuire portando la mia esperienza. Questo feeling negli ultimi anni è andato sepre più ad affievolirsi soffocato da un crescente senso di  fastidio. Se mi guardo alle spalle, infatti, posso dire che questi anni sono stati di grandi fatiche; nell’ottenere cose che mi spettavano di diritto, nel pretendere equità nel trattamento, nell’ essere trattatta in modo civile. Nell’ultimo periodo mi trovo sempre più spesso a considerare il modo in cui crescerebbero i miei figli qui, quali valori gli trasmettterebbe la scuola e la società tutta, come potrei contrastare gli atteggiamenti che non sopporto e quali chance di crescere con una mentalità aperta al nuovo e al diverso avrebbero, date la nostra vita attuale. E mi sono data una risposta. E’ tempo di cambiare!

Qui, non voglio parlare delle pecche di questo paese, ma di opportunità che come genitori abbiamo il dovere di offrire a noi stessi e ai nostri figli. Per questo motivo abbiamo deciso di ri-espatriare.

Per prendere questa decisione abbiamo preso in considerazione il nostro lavoro in primis, dovendo portare a casa la pagnotta ma nache avendo necessità di impiegarci in qualcosa che abbia un senso e che venga gestito in modo proficuo. A seguire la scuola. Vogliamo per i nostri figli un ambiente stimolante, in cui le attitudini individuali vengano coltivate, non ammutinate dalla poca voglia di fare il lavoro d’insegnante. Poi l’ambiente in generale, la sicurezza, la possibilità di fare sport senza che noi genitori si debba impazzire portandoli da un posto all’altro e la serenità di sapere che loro avranno delle chance di perseguire i lorto sogni una volta cresciuti.

Tutte cose che qui non ci sentiamo di avere. Lasciamo quindi l’Italia, si, di nuovo, alla volta della Svizzera.

Il mio unico rammarico è di non poter trasmettere ai miei figli un senso di appartenenza, ma daltronde non possono pretenderlo da genitori che sono classificati come “serial expats”.

 

I’ve been living in Italy for five years after moving back from the United Kingdom. In these five years I got married, I gave birth and raised 2 children, renovated a house, looked for a job. I also tried to reintegrate myself in my country, in a city I did not know.

When I returned in 2013, I did it with my heart in hand, ready to re-establish myself in my country to stay there, to contribute by bringing my experience. This feeling in recent years has gone more to fade suffocated by a growing sense of annoyance. If I look back, in fact, I can say that these years have been great efforts; in obtaining things that belonged to me in law, in claiming fairness in treatment, in being treated in a civil way. In the last period, I find myself more and more often considering the way my children would grow here, what values ​​would transmit the school and the whole society, how could I counter the attitudes that I can not stand and what chance to grow with an open mind to the new and different would have given our current life. And I gave myself an answer. It’s time for a change.

Here, I do not want to talk about the flaws of Italy, but about opportunities that as parents we have the duty to offer ourselves and our children. For this reason, we decided to re-expatriate.

To make this decision we have taken our work into consideration first of all, having to take home the loaf, but having to use it in something that makes sense and is managed in a profitable way. Follow, the school. We want a stimulating environment for our children, in which individual attitudes are cultivated, not mutinied by the unwillingness to do the teaching job. Then, the environment in general, the security, the possibility of doing sports without us, parents, must get crazy taking them form a place to another and the serenity of knowing that they will have the chance to pursue their dreams once they grow up.

All of the things we do not feel we have here. Let’s leave Italy, yes, again, to Switzerland.

My only regret is not being able to convey to my children a sense of  belonging, but from the other, they can not expect it from parents who are classified as “serial expats”.